Incontro con Marco Solari, presidente del Festival del film Locarno e di ETT

Scritto da Giovanni in Cultura

Locarno 24 agosto 2011.

Oggi ho avuto un incontro stimolante e ricco di spunti con Marco Solari, grand patron del Festival del film Locarno e dell’Ente Turistico Ticinese.
Un’occasione propizia per una chiacchierata sulla nostra rassegna cinematografica e sullo stato di salute del turismo ticinese.
L’edizione 2011 appena terminata del Festival può essere senz’altro incorniciata per il successo che ha mietuto, come è stato riconosciuto dalla critica e dal pubblico. Olivier Père è riuscito a calibrare sapientemente le esigenze dei cinefili e degli amanti del cinema d’autore con quelle del pubblico variegato di Piazza Grande.
Sui dati incoraggianti di questa edizione tornerò nei prossimi giorni con un commento che troverete anche su questo mio sito. In quanto al turismo ticinese, l’analisi di Marco Solari ha confermato ampiamente alcune mie costatazioni sulla sua evoluzione. Il Ticino non fa eccezione rispetto al trend internazionale: siamo in una fase di transizione e di notevoli cambiamenti strutturali poiché il turismo vacanziero di una società che conosceva l’impiego fisso con quattro settimane di ferie pagate è ormai un ricordo. Infatti, l’odierna “società liquida” contraddistinta dalla parola d’ordine della flessibilità e della mobilità si trova in perenne movimento con le vacanze distribuite ormai su tutto l’anno, ma per periodi molto più brevi (pochi giorni) e con una grande voglia di vivere intensamente questi momenti di “leisure”, alla ricerca di continui stimoli. Anche il Ticino deve quindi adeguarsi a queste trasformazioni. Purtroppo l’accessibilità delle sue regioni con spiccata vocazione turistica (si pensi all’imbuto del San Gottardo e al mancato raccordo autostradale del Locarnese) e la parziale inadeguatezza delle strutture e delle capacità alberghiere nonché la chiusura di molte strutture ricettive a Lugano e nel Locarnese, così come l’innegabile degrado paesaggistico (vedi Campagna adorna, Pian Scairolo e le periferie in genere) non agevolano il compito a coloro che sono chiamati a promuovere l’offerta e a concepire il marketing del prodotto turistico. Non sorprende quindi che la concorrenza di altre destinazioni attorno al bacino mediterraneo (Spagna, Grecia, Portogallo, Turchia e Tunisia) per non parlare di altre destinazioni più esotiche abbia messo in difficoltà il turismo ticinese. Imputare all’ETT il calo dei pernottamenti è dunque semplicistico oltre che ingiusto. Serve semmai l’unione delle forze tra promotori privati, lo stesso ETT e il Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) per rilanciare l’offerta turistica. Tuttavia, l’apertura di varie nuove strutture previste nel Luganese e nel Locarnese sono di buon auspicio e dimostrano che l’economia privata nutre comunque fiducia nel potenziale turistico del nostro Cantone. La collaborazione tra pubblico e privato è anche in questo settore indispensabile: servono maggiori aiuti finanziari da parte della Confederazione e un esame approfondito dell’ipotesi di una riduzione dell’IVA per il settore turistico. Particolare attenzione va riservata a Expo 2015, un’opportunità formidabile per la presentazione anche del Canton Ticino e delle sue attrazioni, approfittando dei visitatori per dirottarli verso il nostro territorio: è fondamentale riuscire ad inserirsi nel gruppo che la Confederazione costituirà e coordinare gli sforzi nazionali. Non possiamo permetterci di sciupare una simile occasione, come è avvenuto con il progetto Gottardo 2020 che avrebbe tra l’altro permesso un rilancio in grande stile delle nostre valli. Infine, occorre chinarsi sulla Legge cantonale sul turismo (Ltur) per studiare una sua riforma: l’attuale ripartizione delle competenze dei diversi attori, ossia tra chi è chiamato a confezionare il prodotto e chi è chiamato a proporne il marketing , ha dimostrato evidenti limiti di funzionamento pratico.

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3 commenti

  • Luisa says:

    Complimenti!!! Tutto vero concordo pienamente!!!!

  • Turismo: breve e abbanstanza preciso per quanto si possa fare in meno di 4’000 battute.
    Seppur possa sembrare un problema relativamente semplice da affrontare non lo è per la marea di attori coinvolti.
    Spero tu possa battere anche a livello nazionale per le esigenze del settore e, così, agire anche per il bene del nostro Cantone.

  • Pietro Vanetti says:

    Caro Giovanni,
    anzitutto auguri per la tua corsa a Berna.
    E ora nel merito di quanto hai scritto su ETT. Tu dici: Imputare all’ETT il calo dei pernottamenti è dunque semplicistico oltre che ingiusto.
    Concordo con il semplicistico perchè non il solo responsabile, ma non concordo con l’ingiusto.
    ETT ha grandissime responsabiltà nel calo dei pernottamenti. Per troppi anni ETT si è limitato al marketing invece di occuparsi anche dei problemi strutturali della economia turistica del nostro Cantone come glielo prescrive la legge sul turismo.
    Se vuoi veramente occuparti del Turismo in Ticino, dovresti ascoltare anche i critici come Daniele Besomi e anche il sottoscritto (scusa l’immodestia)
    Sono volentieri a tua disposzione.
    Ciao ciao
    Pietro