L’espace d’un matin?

Scritto da Admin in Cultura

25.09.2008

Ironia della sorte. Proprio mentre il Corriere del Ticino pubblicava ieri l’articolo del gongolante presidente pipidino (intitolato trionfalmente “Avevamo ragione” ) in merito alla decisione del governo di “non presentare un messaggio sulla manovra”,  il commentatore Giovanni Galli sulla stessa pagina annotava che “se non sono fuori posto, i necrologi compiaciuti per la manovra sono perlomeno prematuri (…) Quello che conta non è l’aspetto formale, ma le misure concrete e il loro impatto pratico in termini di contenimento della spesa e di aumento  della pressione fiscale”. La cosa è piuttosto divertente se si considera che entrambi da mesi dimostrano uno zelo degno di miglior causa nel combattere un pacchetto di misure di riequilibrio finanziario di cui ancora nessuno, per la verità, conosce i dettagli. Ma su almeno un punto Galli ha senz’altro ragione e cioè che determinante non è l’involucro, bensì le singole misure che vi si ritroveranno contenute. Chi dunque si è lasciato prendere la mano dall’esultanza e dalla fretta di esprimerla urbi et orbis non si è avveduto che il governo non intende limitarsi a “lavorare sui preventivi”, bensì mira a licenziare il preventivo ’09 con obbiettivo di bilancio 2011 , il che corrisponde a varare una manovra composta di provvedimenti i cui effetti dureranno oltre il 2009, proprio perché destinati al conseguimento dell’obbiettivo di legislatura, ossia il pareggio del conto di gestione corrente ed il contestuale risanamento del deficit strutturale del Cantone. L’impatto di questa manovra ridimensionata sarà verosimilmente di circa 160 milioni annui (anziché dei 200 e rotti previsti inizialmente), visti i dati incoraggianti del preconsuntivo ’08, e dovrà tener conto delle principali opposizioni emerse dalla consultazione. E’ una buona cosa che il Consiglio di Stato abbia rinunciato all’aumento della tassa di circolazione e abbia deciso di riconoscere integralmente il rincaro al personale che deve poter beneficiare del miglioramento della situazione finanziaria, ottenuto anche grazie ai sacrifici richiesti nell’ambito dei risparmi votati negli scorsi anni. Ed è pure una buona cosa che sia stata accantonata definitivamente l’ipotesi di un incremento dell’aliquota dell’imposta immobiliare comunale, osteggiata dall’economia fondiaria e dal mio partito fin dall’inizio. Ancorché ridotta di alcune decine di milioni, l’incidenza dell’operazione di risanamento nel suo complesso rimane comunque piuttosto rilevante e dovrà rimanere focalizzata prevalentemente sul contenimento della spesa pubblica, senza diluire la portata delle misure di risparmio nei settori della riorganizzazione dell’Amministrazione cantonale e della spesa sociale (p.es. calcolo dei sussidi di cassa malati). E allora una cosa è certa: senza un consenso allargato almeno a quei partiti di governo che erano riusciti a trovare un’intesa nell’ambito del Preventivo ’05 e senza una volontà autentica di condivisone dell’obbiettivo del riequilibrio dei conti, sarà ben difficile che questa manovra superi lo scoglio parlamentare. C’è solo da augurarsi che l’entusiasmo di chi oggi esulta non si esaurisca “dans l’espace d’un matin”.

Giovanni Merlini

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