Author Archives: Giovanni

Cari lettori,

sono disponibili on-line i miei ultimi contributi ai quotidiani ticinesi:

– Sulla Regione del 31 agosto trovate il mio articolo sull’aborto in prima pagina (immagine qui accanto).

– Sempre quel giorno è uscito sul Giornale del Popolo il capitolo conclusivo riguardante l’aggregazione dei comuni della sponda sinistra della Maggia. Per chi si fosse perso gli episodi precedenti, ecco qui sotto i link in ordine cronologico.

Un’oasi delle arti e del ben-essere
Sponda sinistra della Maggia: verso il 25 settembre
Sponda sinistra della Maggia: un salto di qualità

Un saluto

Giò

Locarno 24 agosto 2011.

Oggi ho avuto un incontro stimolante e ricco di spunti con Marco Solari, grand patron del Festival del film Locarno e dell’Ente Turistico Ticinese.
Un’occasione propizia per una chiacchierata sulla nostra rassegna cinematografica e sullo stato di salute del turismo ticinese.
L’edizione 2011 appena terminata del Festival può essere senz’altro incorniciata per il successo che ha mietuto, come è stato riconosciuto dalla critica e dal pubblico. Olivier Père è riuscito a calibrare sapientemente le esigenze dei cinefili e degli amanti del cinema d’autore con quelle del pubblico variegato di Piazza Grande. (altro…)

L'inarrestabile corsa del franco

Scritto da Giovanni in Cultura - (Commenti disabilitati)

Il franco svizzero non accenna ad arrestare la sua corsa: oggi 18 luglio 2011 ha segnato un nuovo record nel cambio con l’euro (1,1404). Penso con una certa preoccupazione alla nostra industria d’esportazione, al nostro turismo e al nostro settore della vendita. L’alto valore aggiunto dei nostri prodotti ha finora consentito di assorbire gli effetti dell’apprezzamento della nostra moneta. Ma fino a quando? E come andrà a finire con il turismo (la stagione estiva non è cominciata sotto i migliori auspici) e il settore della vendita come farà ad incassare il colpo?

Poi penso all’urgenza di mettere in campo tutte le misure possibili per contrastare questa tendenza al rincaro della piazza svizzera. I nostri prezzi nel settore alimentare sono del 50% più cari rispetto all’estero e ciò in barba ai 4 miliardi annui di sovvenzioni versate a favore del consumo di prodotti agricoli. A quando una riduzione significativa delle barriere protezionistiche e burocratiche? Il collegamento con il settore turistico ed alberghiero è evidente: anche qui la differenza di prezzi con Eurolandia è del 40% in più. E non solo a causa del dispendio amministrativo determinato dalla regolamentazione del lavoro, ma anche proprio per l’eccessivo costo dei prodotti alimentari. Ma non è finita qui. I servizi nell’ambito dei trasporti pubblici non fanno migliore figura: i loro prezzi superano del 34% quelli in Eurolandia, i prezzi dell’elettricità, del gas e delle materie prime in media superano del 16% quelli di Eurolandia, per gli abiti e le calzature siamo al +18-26% e ben oltre nel settore dell’alloggio (a causa di una pianificazione del territorio troppo complessa e degli ostacoli all’importazione di materiale edile). Altro che nuova tassa sulle superficie abitabili!

Abbiamo bisogno di riforme che favoriscano la libera e corretta concorrenza se vogliamo difendere il nostro potere d’acquisto.

GM

Nuovo contributo “libertà e sicurezza”

Scritto da Giovanni in Cultura - (Commenti disabilitati)

Nella sezione contributi e interventi trovate le mie ultime riflessioni sulla strage avvenuta di recente in Norvegia.

“La raccapricciante strage di giovani laburisti in un campo estivo di un Paese come la Norvegia – per molti aspetti un modello di benessere, sicurezza, tolleranza e apertura – ripropone in tutta la sua drammatica attualità la questione del fanatismo politico e religioso e quella del delicato equilibrio tra libertà e sicurezza. La reazione composta del popolo norvegese e delle sue autorità sembrano indicare che la Norvegia non è disposta a sacrificare il suo attuale livello di libertà a favore di un’accresciuta sicurezza collettiva, con le relative restrizioni individuali. Leggi tutto…

Una boccata di ossigeno

Scritto da Giovanni in Cultura - (Commenti disabilitati)

6 settembre 2011

Poco fa il presidente della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Hildebrand ha annunciato solennemente la coraggiosa decisione di fissare a chf 1.20 il cambio con l’euro. E’ una boccata di ossigeno per la nostra economia di esportazione che da tempo reclamava provvedimenti incisivi per contrastare l’apprezzamento della nostra moneta nazionale nei confronti dell’euro e le sue negative ripercussioni sulla competività dei prodotti delle aziende e quindi sui loro margini di profitto e sull’occupazione generale. La decisione di fissare a chf 1.20 la soglia di sofferenza nel cambio con l’euro non fa comunque l’unanimità nel settore delle esportazioni e nel turismo che la considerano troppo bassa. Neppure gli economisti sono tutti entusiasti del provvedimento che se dovesse essere applicato anche in presenza di forti e prolungate speculazioni sul franco potrebbe comportare la necessità di imponenti acquisti di euro per evitare che il suo corso scenda sotto la soglia di chf 1.20 (con un impegno finanziario “illimiato” per la BNS, come l’ha definito lo stesso presidente Hildebrand). Vi é anche chi teme il rischio di inflazione nel caso di una cospicua e prolungata costituzione di riserve monetarie presso la nostra Banca centrale. Benché queste obiezioni non siano del tutto infondate, la decisione della BNS rappresenta comunque un svolta importante nell’attuale crisi. Serviva infatti un segnale forte all’indirizzo dei settori più sofferenti ed esposti della nostra economia. E’ inoltre da sottolineare positivamente il fatto che la BNS abbia adottato questa decisione in piena indipendenza sia dall’autorità politica federale (Consiglio Federale) sia dalla Banca Centrale Europea che ha dovuto limitarsi a prendere atto del provvedimento. E’ difficile valutare oggi, a poche ore dall’annuncio della decisione, quali protranno essere gli effetti sull’andamento del cambio tra franco ed euro poiché non é dato a sapere come reagiranno i mercati finanziari e gli investitori di fronte alla dichiarata determinazione della BNS nel voler impedire una sopravvalutazione della nostra moneta nei confronti dell’euro. Rimane comunque per il momento irrisolto e senza contromisure l’andamento al ribasso del dollaro nei confronti del franco svizzero, che pure penalizza gravemente le nostre esportazioni e il nostro turismo. Infine va pure evidenziato che l’impegno a sostenere l’euro affinché il suo cambio con il franco non scenda oltre la soglia di 1.20 determinerà una restrizione dell’autonomia della BNS nelle scelte di politica monetaria che le competono.

Giovanni Merlini