Un buon patto per il Ticino

12.04.2018

La Regione del 12 aprile 2018

L'approccio globale da cui è scaturita la riforma fiscale e sociale, approvata da un'ampia maggioranza del Gran Consiglio, merita di essere confermato dal popolo. Rappresenta un buon patto politico tra famiglie, contribuenti facoltosi e aziende nel nostro Cantone. Respingerlo significherebbe rinunciare ad un progetto lungimirante che è nell'interesse generale poiché riesce ad integrare responsabilmente misure fiscali urgenti ed esigenze sociali viepiù sentite. È una soluzione organica che risponde inoltre alla necessità di migliorare l'attrattiva fiscale del nostro Cantone per determinate categorie di contribuenti e di promuovere l'accesso delle donne al mercato del lavoro conciliandolo meglio con gli impegni familiari, in una sorta di "simmetria dei vantaggi" di respiro interclassista.

In ambito fiscale il pacchetto di misure tiene conto dei rapidi cambiamenti a livello internazionale e nazionale, mirando a rendere un po' più competitivo il nostro Cantone che attualmente è tra i più onerosi nell'imposizione della sostanza delle persone fisiche, risp. del capitale delle imprese. Gli interventi proposti sono comunque lungi dal configurarsi come una defiscalizzazione spinta: il minor gettito fiscale per Cantone e Comuni è stimato in soli 22,1 mio. di fr. all'anno su un gettito totale annuo delle persone fisiche e giuridiche di ca. 1,4 miliardi di fr., ma perlomeno il nostro Cantone si riavvicinerà alle medie intercantonali. In Ticino l'imposizione della sostanza dei grossi contribuenti è la quinta più onerosa rispetto agli altri Cantoni e quella del capitale delle aziende è anch'essa davvero poco concorrenziale. In un contesto federalista competitivo occorre trattenere sul nostro territorio i contribuenti più cospicui e, pur evitando esagerazioni, attrarne nuovi. Ciò vale soprattutto se a pochi chilometri di distanza vige una pressione fiscale allettante. In Ticino l'1% delle persone più facoltose genera ben il 57,5% del gettito cantonale dell'imposta sulla sostanza. Il loro contributo è quindi notevole.

Nel concreto, si tratta di ridurre progressivamente l'aliquota massima dell'imposta sulla sostanza dal 3,5 al 2,5 per mille e di adottare il freno all'imposta sulla sostanza, sul modello combinato di ciò che già avviene nei Cantoni di Ginevra e Argovia. Questi due accorgimenti dovrebbero permettere di contrastare il deflusso dal Ticino di prezioso substrato fiscale verso lidi più accoglienti; un fenomeno preoccupante che dal 2011 ha determinato una contrazione netta della sostanza imponibile dei primi cento contribuenti per 1,1 miliardi di fr.

A favore delle aziende si introduce la possibilità di dedurre il 10% dell'imposta sull'utile dall'imposta sul capitale e si riduce la base imponibile delle società la cui attività principale riguarda l'amministrazione di partecipazioni.

Queste misure sono coerentemente collegate a incentivi a favore delle società innovative (start-up) che spesso offrono posti di lavoro qualificati e investono nelle nuove tecnologie offendo opportunità di lavoro ai giovani. Infine, gli sgravi previsti sono parzialmente bilanciati da dispositivi di compensazione, tra cui l'aumento della quota imponibile dei dividendi e la proroga del supplemento dell'imposta immobiliare cantonale delle imprese.

Questa riforma è anche sociale, come ricordato in esordio. Infatti, nel 2019 è prevista l'entrata in vigore di un pacchetto di misure a favore delle famiglie, finanziate dalle aziende stesse. Dall'assegno parentale di 3'000 franchi annui per molti nuclei familiari alle riduzioni delle rette per i nidi dell'infanzia, passando per ulteriori aiuti finanziari, la manovra favorisce l'economia che a sua volta s'impegna a rafforzare la socialità, migliorando la conciliabilità tra famiglia e lavoro. Un circolo virtuoso che sarebbe poco saggio interrompere. Sono tutti motivi più che sufficienti per votare un sì convinto il prossimo 29 aprile.