Con umiltà e determinazione

Scritto da Giovanni in Cultura

 

Editoriale OL del 08.11.2013

 

Mi è stato chiesto di esprimere un commento a caldo in coda alla riunione di giovedì sera del Comitato cantonale, durante il quale sono state ufficializzate le dimissioni di Fulvio Pelli dal Consiglio nazionale per la prossima sessione primaverile (marzo 2014).

Questo passaggio di testimone avviene in un momento delicato. Non soltanto per il Canton Ticino, ma anche per la Confederazione. La crisi internazionale, che ci ha soltanto sfiorati (almeno finora), ci sta mettendo sotto pressione. Esportazioni, consolidamento delle assicurazioni sociali, costi della salute, formazione, turismo, segreto bancario, trasporti pubblici e privati sono dossier viepiù critici e devono essere affrontati con circospezione e lungimiranza. Sotto traccia stanno cambiando l’autorappresentazione del nostro Paese e i suoi rapporti con il resto d’Europa e del mondo. Un fenomeno graduale, ma profondo. La stessa percezione della sicurezza sociale e personale si è trasformata. Crescono il disagio, il disorientamento e le difficoltà nella progettazione del futuro di molti nostri concittadini, soprattutto tra i più giovani. Ci scopriamo un po` meno Sonderfall di qualche decennio fa, pur godendo ancora di invidiabili vantaggi competitivi rispetto ad altre economie ampiamente colonizzate dallo Stato. Dobbiamo coltivarli con passione, questi vantaggi. Stato di diritto ben funzionante, pace sociale grazie al partenariato, federalismo, fiscalità moderata, socialità efficiente e sostenibile, protezione delle libertà individuali e della sfera privata del cittadino devono rimanere i nostri assi nella manica. Valori e metodi che sono la nostra bussola e che noi liberali-radicali dobbiamo difendere con i denti, anche nei prossimi decenni. E nel contempo andrà monitorata e migliorata costantemente la qualità delle nostre carte, con forti investimenti nella ricerca, nell’innovazione e nella formazione. Perché anche gli altri Stati, nostri concorrenti sui mercati internazionali, non stanno certo con le mani in mano. So bene che mi aspetta un enorme lavoro da fare a Berna, ma chi mi conosce sa che non mi sono mai tirato indietro di fronte alle difficoltà. Raccolgo la sfida con umiltà, ma anche con determinazione. Farò fino in fondo la mia parte, sempre con occhio attento alla difesa efficace degli interessi generali della Svizzera italiana nel contesto confederale. Così come mi viene riconosciuto di essere stato degno successore di Fulvio alla presidenza cantonale del partito tredici anni fa, così mi impegnerò per esserlo anche come deputato federale. A lui va tutta la mia riconoscenza per la sua sagace, autorevole e generosa militanza politica negli ultimi trent’anni.

 

Gio Merlini

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