Il diavolo si nasconde nel dettaglio

Scritto da Admin in Senza categoria

15.10.2011 (CdT)

È in corso la raccolta di firme per l’iniziativa popolare che vuole “tassare le eredità milionarie per finanziare l’AVS”. Non occorre essere profeti per presagire che le 100’000 firme necessarie verranno raccolte facilmente. E’ un modo allettante di affrontare i problemi: pigliamo i soldi dove ci sono e destiniamoli al consolidamento della nostra AVS. Come funzionerebbe? I trapassi di proprietà per donazione e successione, anche tra genitori e figli, subirebbero un’imposizione del 20% sull’importo complessivo che supera la franchigia unica di 2 milioni di franchi. Verrebbero colpiti non solo i patrimoni ereditati, bensì pure tutte le donazioni assoggettate. Una successione di 5 milioni di franchi verrebbe tassata per 600’000.- (20% di 3 milioni di franchi, pari al 12% sul patrimonio complessivo).
Ma non è oro tutto ciò che luccica. E per più di un motivo. Verrebbe infatti tolta ai Cantoni e attribuita alla Confederazione la competenza di prelevare l’imposta di donazione e di successione. I Cantoni fungerebbero soltanto da esattori, limitandosi ad emettere la tassazione. Il relativo gettito fiscale non affluirebbe più nelle loro casse, bensì in quelle di Berna che ne destinerebbe i due terzi al fondo di compensazione dell’AVS, ridistribuendo il terzo rimanente tra i Cantoni. Non vi sarebbe più alcuna distinzione delle aliquote a seconda del grado di parentela, mentre oggi in Ticino vigono aliquote massime differenziate. Resterebbero esenti dall’imposta le quote di successione e di donazione a favore del coniuge o del partner registrato e nel caso di un’impresa agricola verrebbero applicate delle riduzioni, tuttavia solo se gli eredi o donatari fossero disposti a proseguire l’attività per almeno dieci anni. La disposizione transitoria prevede che l’imponibilità delle donazioni e successioni entra in vigore al primo di gennaio dell’anno successivo all’accettazione dell’iniziativa da parte del popolo e dei Cantoni. In quello stesso momento le leggi cantonali in materia verrebbero abrogate e le donazioni precedenti verrebbero addizionate alla successione con effetto retroattivo dal 1. gennaio 2012 per calcolare la nuova imposta federale. Dunque le successioni che si aprissero prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni costituzionali non sarebbero toccate dalla nuova imposta federale. Verrebbero tuttavia computate nella successione imponibile tutte quelle donazioni che fossero state effettuate tra il 1.gennio 2012 e il 1. gennaio dell’anno successivo all’approvazione dell’iniziativa (presumibilmente il 2016 o il 2017). E’ in questo importante dettaglio che si nasconde il diavolo: l’iniziativa presenta un aspetto di retroattività che dà adito a fondate perplessità sulla sua costituzionalità.
Circa l’opportunità politica di adottare un’imposta che va a colpire le donazioni e successioni plurimilionarie mi permetto di avanzare qualche riserva. E’ vero che l’indimenticabile Einaudi era un fautore dell’imposta di successione, compresa quella che tocca i discendenti diretti, perché vi ravvisava la volontà dello Stato di ridistribuire più equamente la ricchezza, in ossequio al principio liberale delle pari opportunità di partenza. Non va però dimenticato che sulla sostanza e sui suoi redditi il donante o il decujus hanno già pagato le imposte ogni anno e i loro figli o beneficiati si ritroverebbero obbligati a pagare di nuovo sullo stesso oggetto. E non sottovaluterei neppure le ripercussioni che una simile imposta sui grandi patrimoni avrebbe verosimilmente sulla disponibilità di persone abbienti a stabilirsi o mantenere il domicilio in Svizzera. La perdita di gettito fiscale per i Cantoni e la stessa Confederazione potrebbe rivelarsi notevole. Meglio quindi pensarci bene prima di sottoscrivere l’iniziativa

Giovanni Merlini, candidato per il PLR al Consiglio Nazionale

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