Una riforma fiscale inquietante e ai danni del ceto medio

Scritto da Admin in Cultura

2.9.2011 (Opinione Liberale)

Dopo l’idea di tassare la superficie abitabile avanzata da Doris Leuthard, ecco che Eveline Widmer-Schlumpf propone di aggravare il peso fiscale sulle spalle del ceto medio per finanziare sussidi mirati di tipo ecologico, oltretutto in una già delicata congiuntura economica. Questa riforma, inquietante e del tutto inopportuna, deve essere osteggiata e solleva forti perplessità sulle intenzioni di politica fiscale della ministra delle finanze. Le proposte, annunciate a grandi linee in diverse interviste, rappresentano una vera e propria dichiarazione di guerra alle deduzioni fiscali dal reddito imponibile ai fini della determinazione dell’Imposta federale diretta (IFD). Nel mirino del Dipartimento federale delle finanze si trova chi oggi beneficia delle varie categorie di deduzioni: proprietari di case, pendolari, genitori che devono affidare a terzi la cura dei figli durante il lavoro, il ceto medio in generale. Sui circa 18 miliardi di introiti complessivi dovuti all’IFD, sono in gioco circa tra i 4,5 e gli 8,5 miliardi di franchi che la ministra vorrebbe dirottare a favore del finanziamento di sussidi di natura ambientale. Per comprendere la portata delle proposte giova ricordare che, in virtù della forte progressività delle aliquote dell’IFD, le deduzioni per la cura dei figli per le coppie che lavorano, le deduzioni per spese di trasferta e per doppia economia domestica, così come quelle per gli interessi ipotecari relativi alla proprietà immobiliare oppure per la previdenza professionale privata, garantiscono una significativa riduzione del carico fiscale dei contribuenti che ne beneficiano. Si tratta in buona sostanza di coppie con figli, il cui posto di lavoro non sempre si trova nei pressi del luogo di domicilio (con la conseguente necessità di spostarsi quotidianamente tra casa e luogo di lavoro). Inoltre verrebbe colpito chi vive in casa propria, spesso avendo fatto importanti sacrifici, e chi risparmia per la vecchiaia. Sono tutte fasce di persone che dimostrano senso di responsabilità e orgoglio nel voler stare in piedi sulle proprie gambe: forniscono un contributo all’economia con la loro professionalità e concorrono a finanziare, sgravandole, le nostre assicurazioni sociali. L’influenza di queste deduzioni fiscali è notevole. Grazie ad esse il carico dell’IFD si riduce di circa il 50% e fino al 65 % per i redditi medio-alti, mentre evidentemente incide meno sui redditi bassi (40-43%), anche perché sovente questi ultimi non rientrano nei casi che danno diritto alle deduzioni. Orbene, se la riforma ventilata dalla signora Widmer-Schlumpf dovesse andare in porto, i redditi medio-alti ne uscirebbero con le ossa rotte e ciò deve preoccupare proprio nella misura in cui questa fascia di contribuenti costituisce la struttura portante della nostra economia. Un lavoratore dipendente solo con due figli ed un reddito lordo di 70mila franchi vedrebbe la sua IFD passare da 221 franchi a 736 (incremento del 330%), una persona sola senza figli con reddito lordo di 120mila franchi pagherebbe 4’585 franchi anziché 1’038 (incremento del 440%), mentre una famiglia con due figli e doppio reddito per complessivi 130mila franchi pagherebbe 3’993 franchi invece di 1’105 (incremento del 360%). Non meno preoccupante è l’intento ridistribuivo ai fini di una politica fondata sui sussidi “ecologici”. L’impostazione di fondo di questa riforma è ben poco liberale e tendenzialmente dirigista. La promozione delle energie rinnovabili ed il risparmio energetico sono sacrosanti, ma vanno sostenuti ed incoraggiati attraverso incentivi fiscali e non mediante nuovi sussidi, la cui distribuzione presuppone inevitabilmente nuovo lavoro amministrativo, quindi nuovi costi, con il rischio oltretutto di generare burocrazia, di cui non abbiamo bisogno. L’inasprimento della fiscalità delle persone fisiche, con i pesanti effetti illustrati sopra sulla propensione all’acquisto del ceto medio, significherebbe una mazzata alla nostra economia nazionale, che al contrario chiede di essere sostenuta viste anche le serie difficoltà provocate dalla sopravalutazione del franco svizzero. Inoltre, un cambiamento delle regole tributarie per l’IFD in questo momento potrebbe avere effetti controproducenti. Se ad esempio abolissimo la facoltà di dedurre gli interessi ipotecari dal reddito, introducendo invece un sussidio a favore di chi ristruttura in modo ecologico la propria abitazione, da un lato penalizzeremmo chi questo tipo di investimento lo ha già eseguito e dall’altro provocheremmo il congelamento degli investimenti dei proprietari che si apprestano ad eseguirli, in attesa di un sussidio che realisticamente potrebbe entrare in vigore solo tra qualche anno.
In materia di politica fiscale, inoltre, questa riforma disattende manifestamente le richieste formulate dal PLR a livello nazionale, che mirano da un lato ad uno snellimento della dichiarazione d’imposta e ad una semplificazione anche delle tipologie di deduzioni concesse, ma senza alcuna penalizzazione delle coppie che devono fare capo ad asili nido o altre forme di cura dei figli per poter esercitare la loro attività professionale. L’attuale deduzione per questo tipo di spese, in vigore dal 2011, è una conquista che il PLR chiede di migliorare con un l’aumento da 10’000 a 24’000 franchi al massimo. Guai se invece fosse abrogata, come propone la ministra delle finanze.
Non va infine dimenticato che in Svizzera circa il 30% dei contribuenti ricorre al terzo pilastro per garantirsi un reddito sufficiente dopo il pensionamento, traendone un beneficio fiscale: la riforma di Eveline Widmer-Schlumpf colpirebbe duramente anche questa categoria di persone, lanciando un segnale discutibile anche da un punto di vista etico, poiché disincentiverebbe la responsabilità individuale e potrebbe ulteriormente aggravare le casse delle assicurazioni sociali.
Vi è quindi da augurarsi un ripensamento da parte del Dipartimento federale delle finanze e in caso contrario una bocciatura da parte delle Camere.

Giovanni Merlini

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