Il feticcio dei 70 franchi

Scritto da Giovanni in Politica

Opinione Liberale del 24 marzo 2017

È stato un braccio di ferro. Lo si può definire così il duro confronto che ha visto protagoniste le due Camere federali durante la recente sessione primaverile. Oggetto della disputa la Riforma della previdenza vecchiaia 2020. Si sono contrapposti due modelli per compensare la riduzione, dal 6.8% al 6%, del tasso di conversione che serve a calcolare le rendite a partire dall’avere di vecchiaia capitalizzato nell’ambito della cassa pensione (LPP). Dopo la terza lettura sono rimaste ancora tre divergenze: l’incremento di 70 franchi mensili delle rendite di base AVS, pervicacemente voluto dalla maggioranza del Consiglio degli Stati e combattuto dalla maggioranza del Consiglio nazionale che preferiva un aumento dei prelievi sui salari per il secondo pilastro, nonché l’aumento dell’IVA (dell’1% secondo gli Stati contro lo 0,6% del Nazionale) e la rendita massima AVS per coniugi (155% della rendita individuale secondo la Camera dei cantoni e 150% secondo la camera del popolo). In particolare il supplemento di 70 franchi mensili si è tramutato in una questione di principio, tradendo la malcelata opposizione ideologica del centrosinistra nei confronti del secondo pilastro. Così la Conferenza di conciliazione – dove è maggioritario il centrosinistra – pur di non rinunciare a quell’aumento divenuto ormai simbolico, ha optato per venire incontro al Nazionale eliminando la divergenza sull’IVA e sulla rendita massima per coniugi. L’errore metodologico di questa soluzione, il cui prezzo sarà pagato dalle giovani generazioni e dagli attuali pensionati – i quali non solo non beneficeranno dell’aumento delle rendite, ma saranno anche chiamati a finanziarla – consiste nel rimediare parzialmente ad un problema del secondo pilastro (la sempre più debole redditività dei mercati finanziari) andando ad estendere le prestazioni del primo.

Quella partorita dopo lungo travaglio ha tutta l’aria di essere una riforma tagliata su misura da coloro che ne approfitteranno. E per giunta senza sacrifici, ossia la generazione transitoria di coloro che nel 2019 avranno tra i 45 e i 65 anni. A scapito dei pensionati attuali, delle prossime generazioni e delle donne: i veri perdenti di questa revisione che rischia di far saltare definitivamente il patto intergenerazionale, senza per altro contribuire al consolidamento duraturo della previdenza per la vecchiaia. Il PLR aveva proposto diverse soluzioni di compromesso per indurre la Camera dei cantoni ad abbandonare il suo modello di compensazione ad innaffiatoio: la possibilità del prepensionamento per le persone con bassi redditi, l’abolizione della deduzione di coordinamento (annosa rivendicazione di tutte le organizzazioni femminili e del sindacalista senatore Paul Rechsteiner), l’onere aggiuntivo di 5 miliardi annui per la stabilizzazione del sistema previdenziale, la rinuncia al meccanismo di intervento per frenare l’indebitamento dell’AVS in tempi difficili e alle modifiche concernenti le rendite vedovili e per figli. Tutte respinte da PS e PPD. Giammai avrebbero mollato il supplemento di 70 franchi, quasi un feticcio. E così sia. Ma se mi è consentito un sommesso consiglio all’alleanza popolar-socialista (tra l’altro: il buon Pfister non voleva profilare più a destra il suo partito?) attenderei a brindare. Hanno vinto una battaglia, con 101 voti risicati e grazie all’apporto del duo leghista, ma non ancora la guerra. Vedremo il 24 settembre che cosa avranno da dire gli oltre due milioni di pensionati e coloro che perderebbero o si vedrebbero ridurre le prestazioni, oltre ai giovani contribuenti. E poi ne riparleremo.

Giovanni Merlini, Consigliere nazionale

Puoi lasciare un commento qui sotto

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

5 + 2 =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.