La doppia morale del signor Falciani

Scritto da Giovanni in Attualità

Ottobre 2015

Vi sono personaggi che in poco tempo riescono abilmente a guadagnarsi i favori di buona parte dei media e dell’opinione pubblica. Hervé Falciani è uno di loro. L’ex informatico della sede ginevrina della banca HSBC – accusato dal Ministero pubblico della Confederazione di acquisizione illecita di dati, spionaggio economico, violazione del segreto commerciale e del segreto bancario – coccola con malcelato compiacimento la propria immagine di cavaliere senza macchia e senza paura. Si vanta di aver smascherato il malaffare del suo potente ex datore di lavoro e di essere un indomito paladino della trasparenza fiscale. Mentre la HSBC lo pagava profumatamente, tra il 2006 e il 2008 il nostro eroe ha copiato qualcosa come almeno 13’619 files per un totale di 67 gigabytes, relativi al 75% di tutti i conti aperti presso la filiale ginevrina di HSBC a fine 2006. Li ha poi resi accessibili e offerti alle autorità dei diversi Paesi di provenienza dei clienti beneficiari dei conti come pure a ditte private, incurante del fatto che sulle liste figuravano anche molti conti regolarmente dichiarati. Durante un viaggio in Libano nel 2008, sotto mentite spoglie, ha offerto i dati rubati a diverse banche di quel Paese, per infine approdare alla Direzione nazionale francese delle inchieste fiscali e alle autorità interessate di Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna. Inutile dire che i dati non sono stati consegnati “gratis et amore dei”, ma dietro lauti compensi (milionari) che naturalmente dovevano remunerare il notevole rischio assunto dall’irriducibile fustigatore del segreto bancario. Arrestato nel 2012 a Barcellona, Falciani si è opposto con successo all’estradizione e si è poi nascosto in Italia per finire in Francia, di cui è cittadino. Al sicuro, non potendo essere estradato verso la Svizzera. Non occorrono doti divinatorie per prevedere che egli non si presenterà alla prossima udienza fissata dal Tribunale federale penale per il prossimo 2 novembre. Giustificazione: non si fida della giustizia elvetica. Molto meglio continuare ad essere blandito dai media corrivi in Spagna, dove tiene conferenze (che oso sospettare non gratuite) e dove partecipa a manifestazioni pubbliche organizzate da osannanti movimenti alternativi e di sinistra. Il processo a Bellinzona sarà quindi celebrato in contumacia.

Conclusione. È vero, la lista Falciani ha permesso ad un consorzio mediatico di oltre 40 Paesi, tra cui il nostro, di rivelare con l’operazione “SwissLeaks” non solo l’esistenza di evasori fiscali, bensì pure di trafficanti di droga e di finanziatori del terrorismo islamico tra i clienti di HSBC, la quale non andava troppo per il sottile nell’acquisizione di relazioni e nell’apertura di conti. Se è vero quanto riferito da Le Monde, ca. 180 miliardi di euro sarebbero transitati sui conti, presso quella banca, di oltre 100’000 persone e di 20’000 società offshore solo tra il novembre 2006 e il marzo 2007. Ciò ha portato all’apertura di un sacrosanto procedimento per riciclaggio aggravato a carico di HSBC, conclusosi con il versamento di una multa di 40 mio. Ma ciò non fa ancora di Falciani quel benefattore perseguitato dalla magistratura svizzera per il quale vorrebbe spacciarsi. Il suo agire è stato dettato dalla bramosia di denaro, per appagare la quale non ha esitato a commettere diversi reati. I santi non sono fatti così.

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